Roberto Masotti


Nato a Ravenna nel 1947, diploma in Industrial Design, fotografo free-lance dal 1971. Si è dedicato alla documentazione e ricerca, attraverso il mezzo fotografico, ma anche intervenendo con scritti, interviste ed articoli nel campo dello “spettacolo” e in particolare della musica jazz, contemporanea e sperimentale. Molte sue immagini sono state utilizzate dall’editoria per libri, riviste, copertine di dischi, soprattutto per la casa discografica ECM. Il suo lavoro più noto You tourned the tables on me, centoquindici ritratti di musicisti contemporanei (1974-1981), è stato esposto a Berlino, Londra, Monaco di Baviera, Nîmes, Nizza, Milano, Torino, Genova, Rovereto al MART(Il secolo del jazz) e in altre città italiane ed europee; pubblicato infine per le edizioni Auditorium con un saggio di Daniel Charles. Lo stesso lavoro ha offerto lo spunto per una azione scenica per immagini in proiezione, musicisti e danzatori dal titolo Il giro del tavolo commissionata dal festival “Rumori Mediterranei” di Roccella Jonica nell’agosto ’98 e andata in scena con successo di pubblico e di critica. YTTTOM estratto dalle coreografie dovute a Emanuela Tagliavia è stato inserito nello spettacolo A’ la carte andato in scena a Civitavecchia, Cagliari, Roma, Torino. Nel 1984 ha riunito un centinaio di immagini su John Cage (con la supervisione del compositore) per la mostra “Photographs Cage” a Torino. Sempre attorno al compositore americano e ancora a Torino elabora, nel ’99, l’installazione CAGE wall per il Teatro Regio. Nel 2007 per il festival Milano Musica realizza la performance multimediale wallsCAGEwalls collaborando con Alvin Curran, Lino Greco, Gerardo Lamattina. Ancora su Cage espone, nel 2008, con Silvia Lelli, al MAMBO di Bologna la sequenza, accompagnata da un video, trainCAGEtrain. Tra il 1987 e il 1995 realizza ed espone Nine Variations for Electric Guitar, un visionario omaggio al fondamentale “nuovo” strumento musicale del 900, sperimentando assemblaggi e forti ingrandimenti. Da qualche anno sta componendo un folto numero di opere dal titolo Naturae Sequentia Mirabilis, parte delle quali è stata esposta a Badenweiler (Germania) e durante la rassegna internazionale “Arte Sella” (Valle Sella-Trento, 1996); in questa occasione Auditorium ha edito un piccolo libro e la sede regionale RAI di Trento ha realizzato un programma TV. Per “Arte Sella” nel luglio ’99 ha progettato e condotto un laboratorio con i musicisti Parker, Prati, Lytton, Mazzon, dal titolo Metodo di improvvisazione naturale che si è svolto a Malga Costa per concludersi con un concerto inserito nel programma de “I Suoni delle Dolomiti”. Nel luglio 2001 un approccio analogo ha portato a Metodo di composizione naturale con il gruppo Sentieri Selvaggi, sempre a Malga Costa ed al rifugio Tonini sul gruppo del Lagorai. Sono stati eseguiti tra l’altro tre brani appositamente composti da David Lang, Filippo Del Corno, Carlo Boccadoro. In entrambi i casi sono state elaborate in situ e proiettate durante il concerto sequenze video appositamente concepite.
L’esposizione Jazz Area, la mia storia con il jazz in venticinque quadri, una mostra fotografica, è stata prodotta dal Comune di Pavia nell’ambito della rassegna “Dialoghi, Jazz per due”, “ribattuta” a San Donato Milanese, al “Talos Festival” di Ruvo di Puglia, al Lingotto di Torino per “Musica 2000”, a “Monza Jazz/Special Guest” a “Mantova Jazz”, a “Itinerari Jazz” a Trento e, più recentemente, a Nimes nell’ambito della rassegna “Printemps du jazz”. Questa mostra segna per Roberto Masotti una tappa importante del suo percorso di artista visivo; risale infatti al 1973 (alla prima edizione di “Umbria Jazz”) la sua ultima mostra a soggetto interamente jazzistico. Le foto si presentano impaginate su diversi pannelli; sugli stessi sono scritte direttamente didascalie e testi più ampi, riprendendo una modalità felicemente applicata nell’ambito di mostre sul minimalismo e sulla musica contemporanea, realizzate a Ferrara e Reggio Emilia rispettivamente per “Aterforum” e “Di Nuovo Musica”. Nel marzo 2001 su invito di Ciprì e Maresco a Palermo è stata inaugurata, nell’ambito di un festival a lui dedicato, la mostra Miles Davis, un ritratto; la mostra è stata recentemente esposta a Sesto S. Giovanni nell’ambito di “Sesto.com”.
Dal 1979 al 1996 è fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano con Silvia Lelli. Insieme hanno realizzato diversi libri e alcune importanti mostre in Giappone, a Tokyo e Yokohama, e un’esposizione a Torino dal titolo Musiche, vedere come sentire. Le mostre più recenti che li hanno coinvolti sono state Riccardo Muti, dieci anni alla Scala, che ha avuto un parallelo esito editoriale con un volume edito da Leonardo (più recente è Riccardo Muti alla Scala edito da Rizzoli) e Note Sparse: la musica delle immagini, una grande mostra “antologica” al Museo Ken Damy di Brescia. Nell’ambito di questa è stato riunito un essenziale gruppo di fotografie sul Teatro alla Scala dal titolo Suoni, Spazi, Silenzi esposto poi a Milano e a Bibbiena. Più recentemente hanno partecipato alla mostra ECM-Selected Signs promossa dall’Università di Brighton per il 30° anniversario della casa discografica tedesca. A Ravenna, nel giugno 2001 hanno inaugurato presso il Museo d’Arte della Città, Per Exempla sulla famosa messa in scena di Falstaff di G. Verdi nel 1981 alla Scala con la regia di Giorgio Strehler.
Diverse sono le esperienze che si rapportano alla scena: collaborazione per immagini in proiezione con Pier’Alli (Erwartung) e Bussotti (scene e costumi per il Tabarro) entrambe al Teatro alla Scala, elaborazione e produzione di immagini per l’opera multimediale di F. Hoch Leonardo e/und Gantembein per la TSI di Lugano, proiezioni e contributo registico per Transarmonica di Roberto Cacciapaglia.
In varie occasioni ha approfondito il rapporto tra immagine e multimedialità: la performance sonoro-visivo-ambientale Inventario con figure (fuori confine) ha inaugurato “Vignola JAZZin’it” 99 ed è stata realizzata in compagnia del gruppo Mediana, Damiani, Mariani, Satta, Rabbia. Recentemente ha elaborato alcuni video, basati su sequenze di fotografie proprie, di Luigi Ghirri, di Mimmo Jodice, di Paul Nadar, per la ONJ (l’orchestra nazionale di jazz di Francia diretta da Paolo Damiani) per il programma “Charme Mediterraneen” che ha debuttato in questa forma il 22 gennaio 2001.
Il 6 novembre 2001, al piccolo Regio di Torino, ha debuttato lo spettacolo di Claudio Lugo, Lejendo Jodo, in scena l’Impressive Ensemble, per cui Masotti ha progettato, in stretto rapporto con il compositore, le immagini(video) in proiezione. Ledendo Jodo è stato riproposto a Ferrara, nell’ambito dell’ “Aterforum Festival 2002 – Rivoluzioni nella musica/Musica delle Rivoluzioni”, per il quale Roberto Masotti ha collaborato anche con la direzione artistica alla programmazione degli eventi musicali dell’intera rassegna. Sempre nella ricerca tra gli incroci del linguaggio multimediale ha realizzato tre “Racconti per immagini” in proiezione video nell’ambito della terza e della quarta edizione de La Milanesiana – Letteratura Musica Cinema (Giugno 2002, 2003), crocevia di espressioni artistiche in varie direzioni.
Nella primavera del 2005 ha concepito e coordinato la parte video di Pranam, concerto su musiche di Giacinto Scelsi con l’ensemble Alter Ego e il duo Matmos, collaboratori di Bjork; lo spettacolo ha inaugurato i festival Dissonanze, a Roma e Aterforum a Ferrara.
Roberto Masotti e Silvia Lelli stanno attualmente lavorando ad una mostra/installazione dal titolo Bianco Nero Piano Forte in stretta collaborazione con Mara Cantoni per i testi e con Luigi Ceccarelli per la musica e il sound design che comprende anche la realizzazione di un catalogo. Quattro delle immagini comprese in questo progetto mostra sono già state riprodotte con il metodo della collotipia nella raffinata cartella Piano presso la collana Alinari Focus .
Grazie anche a questa ricerca sulle convergenze tra fotografia e i linguaggi espressivi multimediali partecipano a seminari in collaborazione con Università italiane e straniere, e svolgono incontri e workshop monografici in collaborazione con i massimi esponenti della fotografia italiana nei diversi settori (i più recenti, Esplorazioni al Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica e Festival Foto 2002 – Portfolio in Piazza XI, Savignano sul Rubicone, Settembre 2002).
È stato pubblicato nel dicembre 2002 un libro edito dal Touring Club Italiano (testo di Lorenzo Arruga) sulla Casa di Riposo per Musicisti Giuseppe Verdi, la quale ospiterà, in occasione del centenario della fondazione, la mostra Il riposo dell’artista, con le immagini fotografiche realizzate da Silvia Lelli e Roberto Masotti.

Sono allo studio al momento una serie di materiali video, che come d’abitudine includono molta fotografia, che possa interagire con musiche realizzate dal vivo in forma di duo, al massimo trio, su un terreno assai congeniale all’autore: l’improvvisazione. Titolo: improWYSIWYG.

Insieme a Silvia Lelli ha realizzato, nell’ambito di Taormina Arte (2005), la mostra Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi, omaggio al grande direttore d’orchestra scomparso.

Ha proseguito nel 2006 il suo lavoro di contaminazione tra fotografia, suono e tecniche multimediali con l’opera Elements, il suono delle pietre presentata a “Visioninmusica” di Terni e che prende spunto dalle sculture di Pinuccio Sciola; con il suggestivo lavoro Note sparse nato dalla collaborazione con S Battaglia e Silvia Lelli e presentato nella stagione del Centro d’Arte a Padova  e al Pomigliano jazz festival; e infine con la videoinstallazione Le cento vedute del Monte Agaro con cui ha inaugurato la nuova sede espositiva della Malga Valarica (…) di sopra all’interno della rassegna Valarica 1703-Lagorai Fotografato.
In ambito musicale sue fotografie sono state usate come immagini ufficiali della terza edizione del Novara jazz festival.
Ha contribuito con tre opere, che entreranno nella collezione permanente, alla mostra Naturale tenutasi presso il Museo della fotografia di Cinisello Balsamo.
Ha partecipato a Contaminazioni contemporanee, primo festival di musica contemporanea di Bergamo, con la mostra fotografica Arvo Pärt, un ritratto dedicata alla figura del compositore estone, e originariamente prodotta per l’associazione Borderland a Sejny, in Polonia.

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