Filippo Bianchi
Ha esercitato, a partire dal 1976, attività di pubblicista, collaborando con quotidiani e periodici italiani e stranieri (l’Unità , la Repubblica, il Manifesto, l’Indipendente; Musica-la Repubblica, Diario, Faremusica, Scena, Liberazione, Musica-Realtà , Musik Mag, il Giornale della Musica, Laboratorio Musica, Rinascita, Piano Time, in Italia; Sunday Times, Tank, Musics, in Gran Bretagna; Jazz Magazine, in Francia; Second Call, in Olanda; Viva la Musica, in Svizzera).
Si è occupato prevalentemente di musica (jazz, rock, musica etnica, contemporanea, ecc.), ma anche di comunicazione e di cultura in generale, realizzando inchieste e reportage da vari paesi europei.
Fra il 1978 e il 1999 ha spesso collaborato con le tre reti radiofoniche della Rai, realizzando programmi culturali, in qualità di autore, critico e conduttore. Per Radiotre ha anche curato la direzione artistica dei “Concerti di un certo discorso”, in collaborazione col Teatro dell’Opera di Roma e il Goldoni di Venezia (1979-80).
In qualità di direttore o consulente artistico ha collaborato con moltissimi teatri e festival (fra gli altri, con l’Accademia Musicale Napoletana, i Teatri di Reggio Emilia, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Verdi di Pisa, l’Associazione Polifonica di Ravenna, il Festival Musica dei Popoli di Firenze, il Catania Jazz Festival, la Assembly Music di Edimburgo, il Festival de la Bâtie di Ginevra, il Festival di Atina, l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, il Mystfest di Cattolica), con le amministrazioni comunali di varie città italiane, e con le associazioni Ater, Ismez, Flog, Nuova Scena, Catania Jazz.
Ha curato produzioni discografiche per la Warner Bros (“Music for Todo Modo”, di Charles Mingus), la ICP e la Bv Haast (Olanda), la FMP (Germania), e ha curato alcuni titoli delle collane discografiche delle Edizioni di Repubblica e dell’Unità .
Dal 1993 è stato chiamato dal Danish Jazz Center a far parte del Comitato che assegna il Jazzpar, il più importante premio internazionale nel campo del jazz.
Ha fondato nel 1987 l’associazione internazionale Europe Jazz Network.
L’associazione riunisce oltre 60 festival e rassegne di dodici Paesi europei, e dal 1988 gestisce una banca dati accessibile per via telematica. Nel 1994 Europe Jazz Network ha organizzato il Forum delle Reti Culturali del Consiglio d’Europa, ed è stata inserita più volte dall’Unione Europea nel programma di sviluppo delle reti culturali Kaleidoscope.
Dal 1991 è produttore televisivo per BdO.
Nel 1999 ha pubblicato per le edizioni Feltrinelli il saggio-romanzo “Chiamami-Olga.net”, da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale “Principesse nella rete”.
Dal dicembre 2000 è direttore di Musica Jazz.

















