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?Rodari Club?, spettacolo in musica a Città di Castello

spettacolo organizzato dall’Associazione culturale “Il Sottomarino Giallo” e dall’Associazione culturale “Il Fondino” – con il patrocinio del Comune di Città di Castello

Matteo Chimenti –contrabbasso e composizione
Federico Bianchini – batteria
Lorenzo Bruscoli – chitarra
Marco Marconi – Pianoforte
Riccardo Bigotti – voce narrante
Enrico Paci- voce narrante

Inizio spettacolo ore 21:30, costo biglietto d’ingresso 8,00 euro

prevendite
E-Mail: rodariclub@libero.it
Infoline: 3496074088

Lo spettacolo in musica “Rodari club” s’ispira e fonda le sue radici nell’opera di Gianni Rodari, protagonista dei ricordi d’infanzia della nostra generazione, ma nasce dalla volontà creativa di realizzare un momento di sperimentazione non solo tra artisti tifernati, ma anche e soprattutto, tra stili e generi diversi di fare arte, musica e rappresentazione visiva e teatrale.
Le filastrocche e i racconti di Gianni Rodari ci sono stati fatti spesso ascoltare o imparare a memoria durante gli anni della scuola elementare, quelli dove è più facile incontrare parole che non scompariranno mai dalla nostra memoria. Di autori che hanno qualcosa da dirci a qualsiasi età lo si legga ce ne sono, ma Rodari prende il vantaggio sugli altri cominciando a parlarci proprio mentre noi stiamo imparando ad ascoltare. E non è solo una questione di rime. La musicalità della scrittura di Gianni Rodari è tale da mettere in discussione il decantato rapporto intimo fra il ritmo sincopato del jazz e le pagine della Beat Generation.
Ecco quindi balzar fuori l’idea che ha ispirato il progetto qui esposto. Più che un’idea una curiosità: quale esplosiva alchimia potrebbe venir fuori ad unire la ritmicità delle parole di Rodari a quella della musica jazz? L’unico modo per saperlo è provarci, provare ad accostare un narratore ed un gruppo jazz che ruotino attorno ad un libro di Gianni Rodari.
Siamo qui a presentare dunque uno spettacolo che renda omaggio al grande scrittore. Il progetto è quello di leggere “Novelle fatte a macchina” (Einaudi), affidato alle voci di Riccardo bigotti e Enrico Paci, accompagnando, sovrapponendo, accostando, sottolineando la lettura con la musica (composta dal contrabbassista Matteo Chimenti) di un ensemble jazzistico che segua una partitura originale intessuta specificatamente attorno ai testi stessi.

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