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Maria Pia De Vito omaggia Joni Mitchell

Maria Pia De Vito, voce
Danilo Rea, pianoforte
Enzo Pietropaoli, contrabbasso

Ore 22.00
Ingresso: 10 EURO

LA PALMA CLUB
VIA GIUSEPPE MIRRI 35, ROMA
infoline: 06.43566581 - 06.43599029
info@lapalmaclub.it
www.lapalmaclub.it

Dopo aver ottenuto un grande successo in tutta Europa, “So Right”, progetto discografico uscito nello scorso ottobre per CAM RECORDS, ritorna a Roma, presentato alla Palma nella sua versione originale “unplugged”, che vede alla voce Maria Pia De Vito, al pianoforte Danilo Rea e al contrabbasso Enzo Pietropaoli.
Un lavoro essenzialmente nato alcuni anni fa, che ha poi preso strade autonome, quale omaggio alla grande arte di Joni Mitchell, proponendosi come una sorta di profonda analisi sul tema “canzone” in rapporto con l’entourage della musica “intelligente”.
Si conosce bene come la cantante e compositrice canadese sia fondamentalmente un vero e proprio culto per musicisti di ogni genere. Pittrice di talento, oltre che vera e propria musa ispiratrice di un’intera generazioni di musicisti pensanti, ha sempre accolto nel suo mondo espressivo generi e linguaggi diversi, utilizzandoli spontaneamente, facendone colori sulla sua personalissima tavolozza. La sua vastissima produzione, in 35 anni sulla scena, va dai tempi di Woodstock (leggi Crosby, Stills & Nash, James Taylor e – in genere - dell’intera comunità californiana del tempo) ad oggi. L’influenza progressivamente crescente del jazz ha in molti casi profondamente operato sulle sue procedure compositive. Dalle sue collaborazioni con musicisti quali Charlie Mingus, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Herbie Hancock, sono nate pagine musicali di grandissima originalità e raffinatezza; brani che lei stessa definisce (nelle note di copertina di “Mingus”) come “audio paintings”.
Quadri in cui la parola e i suoi ritmi costituiscono l’ossatura dell’ invenzione melodica.
Il concerto è dedicato a lei.
“So right” è percorrere con grande leggerezza il percorso jazzistico interno alla sua musica, riverificarlo attraverso le filosofie contemporanee (si pensi a Bjork, per molti, la vera prosecutrice di una parte del suo agire musicale): un progetto ambizioso e difficile perché va a toccare corde “sacre” della storiografia della più intelligente musica popolare moderna. Una sorta di scommessa che, guarda caso, solo un gruppo di jazzisti, decisamente qualificati e professionali possono accettare.
In gioco, sensibilità, poesia e profonda capacità di muoversi osmoticamente nel grande mare della musica contemporanea, per omaggiare l’immensa classe di una dei grandi “numeri uno” della musica moderna.

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