È in iscita Jazzit di Gennaio/Febbraio
In Jazzit di GENNAIO/FEBBRAIO 2009 troverete:
160 pagine di news, interviste, servizi, rubriche, recensioni
E Il cd allegato “Out-vestigation” di Stefano Battaglia con Emanuele Maniscalco, Giulio Corini, Francesco Bigoni
Jazzit è in edicola, in libreria, e in tutte le Feltrinelli al prezzo di 5 euro per la sola rivista e 10 euro per la rivista con il cd.
ENRICO RAVA/Il mio improvvisatore preferito? È Proust.
Un giorno da caporedattore di Jazzit
ALLA RICERCA DEI TESORI PERDUTI/di Enrico Rava

Tanti, forse troppi, i “tesori perduti” rimasti nell’ombra, o colpevolmente dimenticati. Da “Jazz From The Windy City” alle incisioni di Tommy Ladnier e Tony Fruscella fino - appunto - a Dupree Bolton, Enrico Rava ci accompagna in un viaggio attraverso le incisioni del passato che vale la pena sottrarre all’oblio.
HARRY SWEETS EDISON/Uno dei soli più belli della storia del jazz

Avevamo chiesto a Enrico Rava di stilare la sua personale classifica dei “dischi da isola deserta”. Al nostro invito, però, Enrico ha risposto regalandoci l’analisi di una seduta di registrazione del 1958, quando il trombettista Harry Edison, in studio con Lester Young, ha sfoderato su Sunday quello che, a suo dire, è uno dei soli più belli della storia del jazz.
DINO RUBINO/Il trombettista al piano
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Dietro suggerimento di Enrico Rava, abbiamo approfondito la conoscenza di un giovane musicista siciliano che promette di far molto parlare di sé. Egualmente dotato tanto alla tromba quanto al pianoforte, attualmente Rubino è impegnato in una serie di concerti come trombettista con un altro giovanissimo fenomeno, il sassofonista Francesco Cafiso, e si prepara a incidere un disco di piano solo.
53 SPECIALE PIANO PLAYERS/
CARLA BLEY/L’importanza di essere me stessa
Tutto ci si aspetterebbe, da un mostro sacro come Carla Bley, tranne la modestia. Eppure, ogni volta che parla della propria musica, la signora delle big band sembra non poter fare a meno di esercitare una feroce autocritica. Civetteria? Forse. Sta di fatto che “Appearing Nightly”, la sua ultima fatica appena uscita per la Watt, è l’ennesimo, luminoso capitolo di una carriera ormai più che quarantennale.
HERBIE HANCOCK/La mia musica fa felice la gente
“Chameleon” non è solo uno dei titoli più fortunati della discografia di Herbie Hancock: è anche una perfetta descrizione della sua personalità. Un camaleonte musicale, capace di attraversare i generi, di incidere pietre miliari del jazz e di vendere un numero spropositato di dischi. Alla soglia dei 70 anni, Hancock non ha perso un grammo del suo charme, della sua intelligenza e della sua voglia di stupire.
RAMBERTO CIAMMARUGHI/ Le relazioni pericolose
Ci sono artisti abituati a centellinare la propria musica. Ad agire solo quando ne sentono l’assoluta necessità. Uno di questi è Ramberto Ciammarughi. Abbiamo parlato con lui di “Liasons Dangereuses”, il suo ultimo disco, per il quale si è fatto affiancare dal quartetto di percussioni Tetraktis. Una musica di difficile collocazione (jazz? contemporanea? qualcos’altro di non meglio definibile?), ma di irresistibile, peculiare fascino.
DANILO REA/Ode alla melodia
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Raccoglie da qualche anno i frutti di una fitta e policroma carriera, Danilo Rea, impeccabile pianista dalla sensibilità schiva e dal deciso tratto affabulatorio, da sempre jazzista, ma incline anche ad altri repertori e aperto a collaborazioni con artisti di ogni stile e scuola. Forse autobiografico il titolo del suo ultimo lavoro, “Introverso” (Emarcy), una sorta di compendio del suo percorso artistico in cui, come ci dice in questa intervista, attraverso suoi brani originali racconta semplicemente se stesso.
CHARLIE HADEN/La mia anima Country
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Al chirurgo che, prima di un’operazione, gli chiedeva se fosse allergico a qualcosa, pare che Buddy Rich abbia risposto: «Sì, alla country music». Uno che invece non si fa problemi è Charlie Haden, che con la country music ha esordito, a soli due anni di età, e che ora dedica un intero disco a quella che è la musica tradizionale americana per eccellenza. I retroscena in quest’intervista di Stuart Nicholson.
SOFT JOURNEY WITH CHET BAKER/Enrico Pieranunzi racconta Chet
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Registrata tra il dicembre ‘79 e il gennaio 1980 per la EDI PAN Roma, subito dopo il primo incontro tra Chet Baker ed Enrico Pieranunzi, questa perla discografica è rimasta nell’ombra per quasi trent’anni. La nuova ristampa di “Soft Journey - Chet Baker meets Enrico Pieranunzi” da parte dell’etichetta perugina Egea, ci dà l’occasione, proprio nel trentesimo anniversario dalla sua registrazione, di parlarne con uno dei suoi protagonisti, Enrico Pieranunzi.
IL SECOLO DEL JAZZ/
Una lettura del XX secolo attraverso la musica africana-americana
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Imperdibile. Tra le tante - totalmente inedita, ricchissima, splendidamente riuscita - è forse questa la parola che meglio definisce “Il Secolo del Jazz”, l’esposizione in programma al Mart di Rovereto fino al prossimo 15 febbraio (e poi al Musée du quai Branly di Parigi e al Centre de Cultura Contemporanea di Bacellona, che l’hanno co-prodotta). Abbiamo avuto il privilegio di visitare la mostra in anteprima, lo scorso novembre, e di parlarne con il suo curatore, Daniel Soutif.
MAX DE ALOE/ Call me Armonica!
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Abbiamo incontrato Max De Aloe nel centro storico di Legnano, nel corso di una soleggiata domenica di ottobre. Davanti a un aperitivo, Max ci ha raccontato con trasporto la genesi del suo ultimo disco, “Lirico Incanto” (Abeat), le idee alla base di questo lavoro, l’afflato e il feeling che si è creato tra i musicisti durante la registrazione. Partendo da qui e attraverso i suoi racconti, abbiamo cercato di scavare nella vita musicale dell’uomo che ha scelto come strumento un’armonica, immergendosi nel jazz ma non trascurando le sue diverse culture musicali.
MARIO RAJA/Il Signore delle Orchestre
Faccia da eterno ragazzino, Mario Raja è da anni uno dei musicisti italiani più talentuosi e affermati. Didatta e sassofonista dalla personalissima espressività, Raja è anche uno dei massimi esperti italiani di linguaggio orchestrale. E alle big band ancora oggi dedica la maggior parte delle sue energie. Abbiamo parlato di questo, e molto altro.
FILIPPO BIANCHI/ Il jazz è ovunque
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Attento e acuto osservatore delle cose del jazz, che racconta e descrive da anni; raffinato e innovativo direttore artistico di festival che hanno lasciato un segno nella storia recente del jazz italiano; fondatore, nel 1987, dell’associazione Europe Jazz Network, prima rete telematica al mondo in ambito culturale; da otto anni direttore di «Musica Jazz», Bianchi pubblica, da Bacchilega, “Il secolo del jazz”, un libro che raccoglie articoli, saggi e interviste scritti nell’arco di vent’anni. Un buon pretesto per una chiacchierata piena di sorprese.
ORRIN EVANS/Nessun pregiudizio, solo buona musica
Orrin Evans gioca a modo suo. Nessun paletto, nessun vincolo, e di sicuro nessuna voglia di dividere la musica in compartimenti stagni. È per questo che il pianista di Philadelphia (o meglio di Trenton, New Jersey, come ama precisare) incide dischi così diversi l’uno dall’altro. Sguazza nei classici del jazz, fa il sideman per cantanti r’n’b, suona pezzi funk e ascolta rap in cuffia. Tutto questo materiale sonoro viene fuori anche nei suoi live.
JONATHAN BATISTE/ Il suono di New Orleans
I Batiste sono una delle più illustri dinastie musicali di New Orleans: nascere nella Crescent City e chiamarsi Batiste è già una mezza predestinazione. Se poi ci si aggiunge il talento, buoni studi e ottime frequentazioni musicali, si ottiene un giovanotto di ventidue anni che è stato definito “una voce nuova e influente” e “uno dei prossimi ambasciatori della cultura del jazz”: Jonathan Batiste.
PICANTO RECORDS/Nata sotto il segno del peperoncino
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In un momento difficile per la discografia in generale e in particolar modo per le piccole label, andiamo alla scoperta della calabrese Picanto Records, una bella realtà che si sta facendo largo grazie alla determinazione, la voglia e il cuore del suo direttore artistico, Sergio Gimigliano.

















