Archivio del 02/2009


PIACENZA JAZZ FEST 2009

SESTA EDIZIONE

La sesta edizione del “Piacenza Jazz Fest”, ideato e organizzato dall’Associazione culturale “Piacenza Jazz Club”, è in programma dal 28 febbraio al 4 aprile 2009, con proposte musicali e culturali di alto spessore artistico, che coinvolgeranno le città di Piacenza, Fiorenzuola D’Arda (PC) e Fidenza (PR). L’attesa manifestazione si avvale della direzione artistica di Gianni Azzali ed è realizzata con il contributo delle realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

sosa

La manifestazione sarà anticipata da alcuni appuntamenti di “Prefestival”, in programma a Piacenza: mercoledì 4 febbraio, presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, si terrà un concerto di Anteprima con Danilo Rea in piano solo - “Omaggio a Fabrizio De André” (ore 21.15 – ingresso libero), voluto da Piacenza Jazz Club per presentare il festival alla cittadinanza, mentre sabato 7, 14 e 21 febbraio 2009, in Piazza Cavalli dalle ore 15.00 alle ore 19.00 sarà allestito un “Gazebo suonante”, che porterà il jazz nel cuore del centro storico cittadino, con Jam Session di diversi musicisti.

fresu

L’inaugurazione del “Piacenza Jazz Fest” avrà luogo sabato 28 febbraio, alle ore 21.15, presso lo spazio “Le Rotative” di Piacenza (Via Benedettine n. 66), con il concerto di Paolo Fresu, artista di risonanza internazionale, che propone in prima assoluta il progetto “Paolo Fresu - Let’s Get Found. Chet Baker: la musica dei manoscritti perduti”, una produzione targata “Piacenza Jazz Fest”, ideata e curata dal musicologo Luca Bragalini. Il noto trombettista sardo, che vanta un’attività più che ventennale ed è una delle personalità jazz più amate in Italia, si esibirà con un quartetto su materiale inedito, prodotto dall’indimenticabile Chet Baker durante i giorni della sua detenzione nel carcere di Lucca (1960-1961).
L’armonizzazione e gli arrangiamenti sono curati dal pianista livornese Mauro Grossi, mentre il maestro Giulio Libano arrangerà il quartetto d’archi “Alborada”, chiamato ad impreziosire alcuni brani del progetto.

Il programma di questa sesta edizione propone complessivamente sette concerti, distribuiti fra sei diverse sedi: il Teatro “President”, lo spazio “Le Rotative”, il “Milestone” e il Salone del Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, il Teatro “Verdi” di Fiorenzuola d’Arda (PC), il Teatro “Magnani” di Fidenza (PR).

Le performance, sempre previste alle ore 21.15, promettono di abbracciare a 360° tutte le sfumature della musica jazz, intercettando i gusti di un pubblico eterogeneo. In cartellone nomi tra i più quotati della scena jazzistica italiana e internazionale: il già citato Paolo Fresu, Omar Sosa “Afreecanos” (al “President” di Piacenza venerdì 6 marzo), Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale “The Lydian Trip” (al “Milestone” di Piacenza mercoledì 11 marzo), Franco D’Andrea New Quartet (al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza sabato 14 marzo, in collaborazione con Jazz Network - CrossRoads), Dario Carnovale Trio e Franco Ambrosetti - Uri Caine Quartet “The Wind” (al “Magnani” di Fidenza domenica 22 marzo), Hamilton De Holanda Quintetto (al “Verdi” di Fiorenzuola sabato 28 marzo). Nell’ambito del festival si esibiranno, inoltre, due giovanissimi talenti jazz, Mattia Cigalini e Francesco Cafiso con i loro rispettivi quartetti, insieme per un doppio concerto simpaticamente intitolato “Un mercoledì da giovani leoni” (al “President” di Piacenza mercoledì 25 marzo).

Per salvaguardare la fruizione della cultura in una fase congiunturale recessiva, quest’anno gli organizzatori hanno scelto di abbassare il costo dei biglietti e dell’abbonamento ai concerti, applicando una riduzione di circa il 20-25 per cento rispetto alle due precedenti edizioni.

Non mancheranno i consueti dopofestival al “Milestone” di Piacenza, in Via Emilia Parmense n. 27, sede del “Piacenza Jazz Club”, animati da Tamboo & Pietro Bonelli “Swing Brother Swing” (sabato 28 febbraio), Gendrickson Mena Quintet “All I Missed” (venerdì 6 marzo) e B-Cool Quartet “Moving” (sabato 14 marzo).

Numerosi sono anche gli appuntamenti collaterali del festival, tutti di particolare rilevanza culturale e musicale, in programma a Piacenza: un workshop fotografico a cura di Pino Ninfa (al “Milestone”, dal pomeriggio di venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo), una conferenza del musicologo Luca Bragalini, propedeutica all’ascolto del progetto “Paolo Fresu - Let’s Get Found” (alla Sala delle Muse, sabato 28 febbraio, alle ore 17.00), un reading con jam session in cui Luca Ragagnin leggerà alcuni brani del suo libro “Un amore supremo” edito da Instar Libri (alla Galleria della Borsa, in collaborazione con il ristorante “Osvaldo” e Instar Libri, sabato 7 marzo alle ore 18.00), una masterclass pomeridiana a cura di Luca Bragalini e Franco D’Andrea (al Conservatorio “G. Nicolini”, sabato 14 marzo, dalle ore 15.30), un convegno di studi sulla musica di Franco D’Andrea, in collaborazione con SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana (al “Milestone”, per l’intera giornata di domenica 15 marzo).

Alla manifestazione sono, inoltre, abbinati tre concorsi nazionali: i concorsi musicali “Chicco Bettinardi”, dedicato ai nuovi talenti del jazz italiano e “Note di Donna”, dedicato alla migliore composizione jazz al femminile e il concorso di fumetto “Strisce di Jazz”.

Gran finale sabato 4 aprile con il “Galà di premiazione e di fine festival”, che si svolgerà alle ore 21.15, presso lo spazio “Le Rotative” di Piacenza. Nel corso della serata si esibirà Rocco Di Maiolo Quintet (il sax tenore Di Maiolo si aggiudicò il primo premio al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” 2008 – Sezione “A” solisti) e sarà svelata la graduatoria dei vincitori dei concorsi musicali di questa sesta edizione del festival. Il Trio Bettinardi accompagnerà nelle loro esibizioni i vincitori della Sezione Solisti del Concorso “Chicco Bettinardi” 2009, mentre Ophelia Quartet eseguirà le composizioni vincitrici del Concorso Nazionale “Note di Donna” 2009.

Info
Tel: 0523.579034
E-mail: info@piacenzajazzfest.it
Web: www.piacenzajazzfest.it

CHIASSO JAZZ – XII Festival di cultura e musica jazz

Buchi neri
Nel vortice di nuove energie musicali

Chiasso Jazz
XII° Festival di cultura e musica jazz

Como, Teatro Sociale, 7 febbraio 2009
Chiasso, Spazio Officina, 12, 13, 14 febbraio 2009

reto
RETO WEBER’S SQUEEZEBAND

Si svolgerà nei giorni 7, 12, 13, 14 febbraio 2009 il dodicesimo Festival Jazz: quattro serate e una decina di concerti, a Chiasso nello Spazio Officina appositamente allestito per l’occasione; e un prologo al Teatro Sociale di Como nella Sala Bianca.
Il Festival di cultura e musica jazz è un evento ideato e organizzato dall’Ufficio Cultura del Comune di Chiasso, con la partecipazione della Rete Due della Radio della Svizzera italiana e la collaborazione di Jazz & Co Eventi e del Teatro Sociale di Como As.Li.Co.

MUNGOLIAN

In occasione del Chiasso Jazz Festival sarà allestita una tensostruttura esterna collegata allo Spazio Officina, che conterrà la sala ristorante e bar. Negli spazi interni, curati nella scenografia e nell’arredamento dall’Accademia di architettura di Mendrisio e da AsMA Association Making Architecture, si proporranno menu accattivanti e prelibatezze eno-gastronomiche che si accompagneranno piacevolmente alla ricca offerta musicale.

PROGRAMMA

Anteprima
Sabato 7 febbraio
Como – Teatro Sociale , Sala Bianca
ore 21.00
Ratrabra
Hilaria Kramer , tromba
Co Streiff , sassofoni
Beatrice Graf , batteria
Karoline Hoefler , contrabbasso

Giovedì 12 febbraio
Chiasso – Spazio Officina
ore 20.30
Erika Stucky & Roots of Communication
Erika Stucky, voce
Robert Morgenthaler, trombone, corno delle Alpi, conchiglie
Jean-Jacques Pedretti, trombone, corno delle Alpi, conchiglie
Peter Horisberger, batteria

ore 22.30
Reto Weber’s Squeezeband & Chico Freeman
Reto Weber, percussioni
Nino G, humanbeatbox
Daniel Hirschi, chitarra
Samuel Kuehni, basso
Ospite: Chico Freeman, sassofoni tenore e soprano, voce

ore 24.00
DJ Gino

Venerdì 13 febbraio
Chiasso – Spazio Officina
ore 20.30
Matthew Shipp Quartet
Matthew Shipp, piano
Daniel Carter, sassofoni
Joe Morris, contrabbasso
Whit Dickey, batteria

ore 22.30
Trio Liebman-Celea-Reisinger
Dave Liebman, sassofono tenore e soprano
Jean-Paul Celea, contrabbasso
Wolfgang Reisinger, batteria

JazzAfterJazz
ore 24.00
The Mungolian Jet Set
Knut Saevik, live sampling, elettronica, tastiere
Paal “Strangefruit” Nyhus , turntables, voce
Alex Gunia, chitarre
Peter Baaden, batteria, percussioni, elettronica

ore 01.30
dj Strangefruit

Sabato 14 febbraio
Chiasso – Spazio Officina
ore 20.30
Franco d’Andrea Quartet
Franco d’Andrea, pianoforte
Andrea Ayassot, sax alto
Aldo Mella, contrabbasso
Zeno de Rossi, batteria

ore 22.30
David Murray “Black Saint” Quartet
David Murray, sax tenore e clarinetto basso
Lafayette Gilchrist, pianoforte
Jaribu Shahid, contrabbasso
Steve McCraven, batteria

JazzAfterJazz
ore 24.00
Electro-swing !
Caravan Palace
Hugues Payen, violino
Arnaud De Bausredon, chitarra
Charles Delaporte, contrabbasso
Camille Chapelière, clarinetto
Antoine Toustou, elettronica e trombone
Sonia Fernandez Velasco, voce e clarinetto

ore 1.30
Hello, DJ?
electro live set per musica, voci e telefonini
project by
Mario Conte
Alessandro Quintavalle, basso elettrico

Info
Tel: +4191.6950914 / 7
E-mail : cultura@chiasso.ch
Web: www.chiassocultura.ch

Vijay Iyer al Nuovo Montevergini di Palermo

EVENTO SPECIALE AL NUOVO MONTEVERGINI

Martedì 3 febbraio 2009
direttamente da New York
il pianista VIJAY IYER in trio

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È uno dei più celebrati giovani e innovativi musicisti jazz americani. Vincitore del Downbeat International Critics Polls for Rising Star Jazz Artist and Rising Star Composer, sia nel 2006 che nel 2007, e selezionato fra i favoriti per diversi anni, Vijay è stato descritto dal Village Voice come “il più influente pianista e compositore emerso negli ultimi anni” e dal New Yorker come uno dei “più importanti pianisti di oggi“. Il New York Times ha recentemente declamato la sua portentosa, complessa e mutante varietà di post-bop. Un artista chiave della musica moderna, è stato pubblicato sulla copertina del numero di settembre 2008 della rivista inglese Jazzwise; e’ anche apparso recentemente sulla copertina della rivista americana Downbeat, nel numero di luglio 2008, insieme ai suoi compagni pianisti-compositori Jason Moran e Matthew Shipp.

Il pianista e compositore autodidatta dà forma a una sorprendente sintesi delle più disparate influenze: tutta la storia del piano jazz (le maggiori Ellington, Monk, Andrew Hill, Randy Weston, Geri Allen, and Cecil Taylor), la precisione ritmico-strutturale di M-Base (è stato in tournèe e ha registrato con Steve Coleman dal 1995 al 2001), l’intenso sperimentalismo dell’avanguardia (è stato in tournee e ha inciso con Roscoe Mitchell dal 2001 e con Wadada Leo Smith dal 2005), le textures grezze dell’elettronica/hip-hop/rock al limite dell’underground (ha collaborato con Mike Ladd, Burnt Sugar e DJ Spooky).

Gli altri componenti:

MARCUS GILMORE, nato nel 1986, si ispira alla musica di suo nonno, il leggendario batterista jazz Roy Haynes, che gli regalò la sua prima batteria quando aveva 10 anni. Ha studiato jazz come anche teoria classica e percussioni. A 21 anni era già uno dei più richiesti giovani batteristi di New York, ha suonato in tutto il mondo con alcuni dei più famosi artisti jazz, fra cui Chick Corea, Gonzalo Rubalcaba, Natalie Cole, Clark Terry, Cassandra Wilson, Steve Coleman, Ravi Coltrane, Dave Douglas, Nicholas Payton, Christian Scott, Najee e molti altri. Marcus fa parte del gruppo di Vijay Iyer dal 2003, quando aveva 16 anni.

STEPHAN CRUMP è un compositore e bassista di Memphis la cui musica può essere ascoltata nei suoi tre acclamati album e in molti film e programmi televisivi. Ha suonato e registrato negli Stati Uniti e in tutto il mondo con una variegata lista di artisti — dalla leggenda del blues Johnny Clyde Copeland, a Dave McDonald dei Portishead, l’artista folk contmporanea Lucy Kaplansky, The Violent Femmes, Gordon Gano, Big Assa Truck, Dave Liebman, Sonny Fortune, Eddie Henderson, The Mahavishnu Project e Bobby Previte, fra gli altri.

Dopo la performance, il sassofonista Gianni Gebbia coordinerà una jam session nello spazio Atelier del Nuovo Montevergini.

Info
Nuovo Montevergini
Via Montevergini, 8 - Palermo
Tel: 091. 6124314 - 3828
Biglietto intero 10 euro
Biglietto studenti con tessera 5 euro
Biglietto intero con posto V.I.P 25 euro
I biglietti sono acquistabili in teatro, un’ora prima dello spettacolo

Giovanni Falzone/Dimitri Grechi Espinoza/Filippo Monico ad Avant-Jazz

AVANT-JAZZ al PiM Spazio Scenico
SECONDA EDIZIONE

Produzione: PIM Spazio Scenico
Direttore artistico: Alberto Lofoco

mercoledì 4 febbraio 2009, ore 20.45

GIOVANNI FALZONE – DIMITRI GRECHI ESPINOZA – FILIPPO MONICO
(Produzione originale)
Giovanni Falzone – tromba e flicorno
Dimitri Grechi Espinoza – sax contralto
Filippo Monico – batteria

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Dopo la prima rassegna che ha avuto un ottimo riscontro di critica e pubblico, il PIM è lieto di presentare la seconda rassegna che si ingrandisce in termini di concerti passando dai tre della precedente edizione ai cinque della presente.
Il primo appuntamento sarà il 4 febbraio con un trio italiano che si riunisce per la prima volta il trombettista Giovanni Falzone, il saxofonista Dimitri Grechi Espinoza e il batterista Filippo Monico apposta per questo concerto.
Sicuramente sarà un concerto di grande impatto emotivo e visivo anche grazie alle performances del saxofonista livornese che si muoverà certamente sui territori a lui congeniali dell’improvvisazione libera di derivazione afro e afro-americana. Di segno opposto, ma altrettanto intrigante, il trombettista siciliano (ma da anni trapiantato a Milano) che sarà interessante seguire nei suoi percorsi a cavallo tra la purezza del suono che gli deriva dalla frequentazione accademica e la spericolata audacia funambolica del suo virtuosismo di stampo jazzistico. Infine il più anziano dei tre, il batterista milanese che con la sua grandissima esperienza potrà fare sia da collante tra i due fiati tirando le fila del discorso musicale a tre sia interagendo di volta in volta con uno dei due carismatici fiati.

Giovanni Falzone è nato a Lippstadt (Germania) il 22 maggio 1974. Comincia lo studio della tromba all’età di 17 anni, presso la scuola della banda del paese di Aragona (AG). Si diploma al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo e, con il massimo dei voti, al corso di jazz del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Come musicista d’orchestra dal 1996 a oggi ha avuto occasione di suonare con direttori e solisti di fama internazionale quali Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Yutaka Sado, Luciano Berio, Vladimir Jurowski, Valere Giergev, Salvatore Accardo, Luciano Pavarotti e Placido Domingo. Ha partecipato a numerosi tour in tutto il mondo con l’Orchestra Sinfonica di Milano sotto la direzione di Riccardo Chailly.
Vincitore del primo Premio Miglior Talento Umbria Jazz 2000, riceve una borsa di studio per la Berklee School of Boston.
Ha già pubblicato quattro album per la Soul Note a suo nome in qualità di compositore, arrangiatore e band-leader.
Si classifica al terzo posto come “Miglior nuovo talento” al Top Jazz 2002; al secondo posto nel 2003 e contemporaneamente al terzo posto con l’album Big Fracture nella categoria “Miglior disco dell’anno” referendum nazionale indetto dalla rivista Musica Jazz.

Dimitri Grechi Espinoza è nato a Mosca il 10 aprile 1965. Ha frequentato il Jazz Mobile di New York e completato i corsi di alta qualificazione professionale presso Siena Jazz. Compie due tour al sax tenore nell’Orchestra Giovanile Italiana di Jazz sotto la direzione di Bruno Tommaso e ospiti il Peter Erskine Trio e il grande flautista James Newton.
Nel 1997 si classifica secondo al concorso Massimo Urbani nella categoria sax aggiudicandosi una borsa di studio per le clinics della Berklee School of Boston a Umbria Jazz e nello stesso anno riceve il premio dedicato alla memoria di Luca Flores come membro dell’Orchestra di Barga Jazz. Nel 1998 con la partecipazione di James Newton incide una propria composizione dal titolo Salvato Suite ancora inedita.
Nel 1999 fonda il gruppo di ricerca musicale Dinamitri Jazz Folklore, tuttora in attività e con cui ha realizzato quattro album collaborando con il grande clarinettista americano Tony Scott scomparso recentemente (“Vita Nova” e “Folklore in Black”), con il poeta di Detroit Sadiq Bey (“Congo Evidence”) e l’ultimo del quale uscito per RAI Trade con ospite il poeta afroamericano Amiri Baraka (“Akedengue Suite”). Nel 2001 viene invitato a suonare al Festival Panafricano a Brazzaville (Congo).

Filippo Monico nato a Milano il 18 marzo 1955 è attivo dai primi anni Settanta collaborando assiduamente tra gli altri con Guido Mazzon, Gaetano Liguori, Giorgio Gaslini (“Message”, 1973), Massimo Urbani, Danilo Terenzi, e in concerti e registrazioni con Enrico Rava, Paul Rutherford, Lester Bowie, Don Cherry, Steve Lacy ed Evan Parker.
In seguito prende parte al Muzic Circo di Roberto Bellatalla con Daniele Cavallanti ed Edoardo Ricci. Lavora in Olanda e Inghilterra con Tristan Honsinger, Sean Bergin, Antonello Salis e Sandro Satta. Nel 1993 fonda il gruppo Takla Makan con Giancarlo Locatelli e Massimo Falascone e che ospiterà tra gli altri Barre Phillips e Wolfgang Fuchs.
Negli ultimi anni si dedica all’improvvisazione musicale sia radicale europea sia jazzistica con il Paolo Botti Quartet, con Hilarity Workshop del bassista newyorkese Steve Piccolo, in Svezia con la sassofonista Biggie Vinkeloe, in Russia con la cantante Sainko Namtchylak, coi musicisti Peter Kowald, Elliot Sharp, Wilbert De Joode e con Alternative Trio di Dimitri Grechi Espinoza.

MASTERCLASS

Dimitri Grechi Espinoza terrà anche un seminario sull’improvvisazione al PIM Spazio Scenico dalle 16 alle 19 del 4 febbraio.

Info
PiM Spazio Scenico
Via Tertulliano, 68 - 20137 Milano
Tel/Fax: 02.54102612 (segreteria telefonica)
E-mail: info@pimspazioscenico.it
Web: www.pimspazioscenico.it

MM3 Fermata Lodi TIBB
Bus: 90/91 (Tertulliano); 93 (Puglie)
Tram: 16 (Tito Livio/Salgari)

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Biglietto intero 13€
Biglietto ridotto convenzionati 10€
Biglietto under 18 e over 65 8€
Tessera associativa 2€
Tessera cittadino produttore 5€

Ambassador Band allo Zingarò Jazz Club, Faenza

ambassador

Ambassador Band
Dixie e swing per un salto negli anni ‘30

Ambassador è una band specializzata in jazz tradizionale “on the road” e nella musica italiana anni 30 e 40. Le loro street parade hanno inaugurato diversi Jazz-Festival tra cui il Festival jazz tradizionale di Rimini, il Filo d’Arianna Festival del teatro di Belluno, Jesolo jazz. In concerto, la formazione ridotta a tromba, trmbone, tuba, banjo e voce, propone un’amabile e divertente retrospettiva storica di ever green del periodo dixie e swing.

Formazione

Stefano Serafini, tromba
Federico Tassani, trombone e voce
Gianfranco Verdini, tuba
Luciano Corcelli, banjo

CALENDARIO DELLE PROSSIME DATE

mercoledì 11 febbraio
Open Trio
Dino Plasmati, chitarra
Giorgio Vendola, contrabbasso
Massimo Manzi, batteria

Improvvisazioni, esplorazioni sonore e “melarmoniche”

mercoledì 18 febbraio
Silvio Zalambani y Grupo Candombe
Silvio Zalambani, sax soprano
Vittorio Veroli, violino
Donato D’Antonio, chitarra
Massimo Mantovani, pianoforte
Tiziano Negrello, contrabbasso
Rubén Costanzo, voce narrante

In anteprima il concerto che rappresenterà l’Italia al vertice mondiale del tango a bariloche in argentina

mercoledì 25 febbraio
Maver Quartet featuring Stefano De Bonis
Carlo Maver, bandoneon
Giancarlo Bianchetti, chitarra
Davide Garattoni, basso elettrico
Roberto Rossi, batteria e percussioni
Stefano De Bonis, pianoforte

Tango, jazz, milonghe, suoni mediterranei che dialogano con culture latine

Info
Zingarò Jazz Club
Via Campidori, 11 - Faenza (RA)
Inizio concerti: ore 21.30
Ingresso: gratuito. Possibilità di cenare.
Tel: 0546.21560
Web: www.ristorantezingaro.com

Programmazione di febbraio all’Alexanderplatz di Roma

PROGRAMMA FEBBRAIO 2009

Lunedì 2 febbraio
ENRICO GHELARDI BOPTET

Enrico Ghelardi: sax baritono e soprano
Al Joshua : trombone
Pierpaolo Principato: piano
Stefano Cantarano : c/basso
Max De Lucia :batteria

La musica del gruppo capitanato dal sax baritono di Enrico Ghelardi si caratterizza per il tentativo di riprendere, sia negli arrangiamenti degli standards che nelle molte composizioni originali, alcuni elementi caratteristici del jazz classico, in particolare del cool jazz anni ‘50, evitando però propositi ripropositivi o didascalici. Lo stile che ne risulta è sia attuale che ancorato alla tradizione, veicolo per una musica che è in realtà ” fuori dal tempo”, in quanto la classicità è affiancata alla modernità, alla freschezza delle idee e alla spontaneità dell’ emozione. Il sound vuol essere privo di aggressività e di asprezza, ma nel contempo ricco di calore e di intensità espressiva.

Martedì 3 febbraio
BASS INSTINCT

Marco Siniscalco: basso
Luca Pirozzi: basso
Pierpaolo Ranieri: basso
Cristiano Micalizzi: batteria

Se è vero che il basso elettrico nasce come strumento di accompagnamento, è altrettanto vero che in questi ultimi due decenni ha subìto un’evoluzione vertiginosa, che a tutti gli effetti lo ha affiancato in importanza a un sassofono o una chitarra. Inoltre, quale strumento cardine della sezione ritmica, ha sviluppato una grande sensibilità sulle possibilità del ritmo. Bass Instinct nasce con il preciso intento di esplorare tutte le possibilità sonore e percussive di questo strumento, dall’interpretazione della melodia al sostegno armonico, dalla creazione di effetti sonori non convenzionali al contrappunto a tre voci. Il repertorio è composto quasi esclusivamente da composizioni originali di grande impatto, in cui i tre bassisti e il batterista che compongono l’organico sono di volta in volta chiamati ad interpretare il ruolo di solisti o di accompagnatori. Un’attenzione particolare è data all’uso dell’elettronica (campionatori, delay, wah-wah, e-bow, etc) come ulteriore approccio per allargare lo spettro sonoro. Le caratteristiche stilistiche dei tre bassisti sono completamente diverse e perfettamente complementari, e si muovono tra il funk, il be-bop, la musica latina, il jazz nord-europeo. Tutto questo rende il concerto dei Bass Instinct altamente spettacolare, mai scontato e di grande qualità musicale.

Mercoledì 4 - giovedì 5 - venerdì 6 febbraio
TONY ARCO TRIO featuring JEAN CHARLES RICHARDS
MOONS

Jean Charles Richards : sassofoni
Roberto Tarenzi : pianoforte
Francesco Puglisi : contrabbasso
Tony Arco : batteria

Una serata all’insegna di composizioni originali e standard riarrangiati in maniera piuttosto inusuale e spesso con l’ausilio di metriche dispari. Tony Arco è noto per essere spesso coinvolto in collaborazioni artistiche ai massimi livelli del jazz italiano ed internazionale, ma è anche un punto di riferimento importante per la didattica. Sarà affiancato da musicisti di prim’ ordine e da un’ospite speciale: Jean Charles Richards, uno dei più interessanti sassofonisti della scena parigina, tra i preferiti del grande Dave Liebman.”

Sabato 7 Febbraio
FABIO MARIANI QUARTET NEW STANDARS

Fabio Mariani: chitarra
Ettore Gentile: pianoforte
Giorgio Rosciglione: contrabbasso
Stefano Marazzi: batteria

Fabio Mariani ha sempre avuto un grande senso melodico nella sua musica, in molte occasioni le sue composizioni sono state assimilate a canzoni “suonate”.In questo concerto Fabio affronta a modo suo la grande melodia italiana. Oltre ad alcune delle sue composizioni tratte dai CD “NADI”, “GATE 32”, “DIGITAL CONNECTION”, Fabio si cimenta su un terreno “pericoloso” e al tempo stesso “tipico” del jazz… “Toccare” le grandi canzoni di musica leggera… e allora Baglioni, Renato Zero, Gigi D’Alessio, Domenico Modugno, Giorgia,… oltre a grandi temi legati al Cinema, al centro del concerto un particolare momento dedicato a Eric Clapton da un senso internazionale alla scelta odierna di Fabio Mariani.Insomma un concerto all’insegna della melodia, nel rispetto della grande tradizione italiana.

Domenica 8 Febbraio
JOY GARRISON

Joy Garrison: voce
Claudio Colasazza: chitarra
Francesco Puglisi: contrabbasso
Amedeo Ariano: batteria

Joy Garrison, acclamata interprete di jazz, seconda figlia di Jimmy Garrison, bassista affermatosi accanto a John Coltrane. Nata a New York, Joy Garrison vive in Europa e ha lavorato con celebri artisti. In questa occasione sarà accompagnata da Claudio Colasazza pianoforte, Amedeo Ariano batteria, Francesco Puglisi contrabbasso. Proporrà standard e brani originali.

Lunedì 9 Febbraio
DARIO DEIDDA CONTEMPORARY JAM SESSION

Dario Deidda: basso
Roberto Terenzi: piano
Nicola Angelucci : batteria

Martedì 10 - mercoledì 11 - giovedì 12 - venerdì13 - sabato 14 febbraio
KIRK LIGHTSEY TRIO MR PIANO MAN “CELEBRATION TOUR”

Kirk Lightsey : piano
Dario Deidda: contrabbasso
Amedeo Ariano:batteria

Il pianista Kirk Lightsey suonerà con il suo trio all’ Alexanderplatz per cinque serate. Sara’ accompagnato da Amedeo Ariano alla batteria e Dario Deidda al contrabbasso. Lightsey esalta l’ aspetto melodico del jazz: con più di sessanta album pubblicati e’ uno dei musicisti più prolifici sulla scena internazionale. Versatile e di grande personalità vanta collaborazioni con Dexter Gordon, Chico Freeman, Stan Getz, Wayne Shorter e Aretha Franklin, fra gli altri. Ha anche lavorato al fianco di Chet Baker, suonando nel suo leggendario quintetto.

Info
Alexanderplatz Jazz Club
Via Ostia, 9 – 00199 Roma
Tel: 06.39742171
Ingresso Tessera mensile 10 €
Apertura ore 20:30 – inizio concerti ore22:00
Ufficio stampa: Marina Luca

Jazz Club Ferrara – Programma febbraio 2009

PROGRAMMA FEBBRAIO 2009

Lunedì 2 febbraio
Gaspare De Vito “Passing Note” 4et
Gaspare De Vito, sax alto e flauto; Nijen Antonio Coatti, trombone e euphonioum; Roberto Bartoli, basso; Danilo Mineo, Percussioni

Completamente composto ed arrangiato dal sassofonista napoletano, ora stabilmente a Bologna, Gapare De Vito, “Passing Notes” prende spunto dalla tradizione del jazz improvvisato e dai ritmi sacri della regla de ocha cubana per fonderli in un sorprendente risultato perfettamente in equilibrio tra santeria e postcoltranismo. Melodicamente accattivante, ritmicamente inusuale, dalla vena compositiva tanto sobria quanto formalmente ineccepibile, Passing Notes vede impegnati quattro dei più interessanti strumentisti di area emiliano romagnola.

Venerdì 6 febbraio
Sherman Irby 4et
Sherman Irby, sassofoni; James Hurt, piano;
Marco Marzola, basso; Darrell Green, batteria

Sherman Irby è uno dei più autorevoli esponenti dello stile sassofonistico dal suono corposo, dal fraseggio fluido e intriso di soul, del sud degli Stati Uniti. Irby vanta collaborazioni stabili con Art Blakey, Freddie Hubbard, Steve Turre e la registrazione di diversi dischi a suo nome tra cui spicca il Blue Note “Big Mama’s Biscuits”. Con lui il virtuoso pianista statunitense James Hurt, Marco Marzola, personalità di spicco del jazz emiliano ed il batterista Darrell Green già con Lonnie Smith, Buddy Montgomery, Red Holloway e Jay Mc Shann.

Sabato 7 febbraio
Franco D’Andrea 4et
Andrea Ayassot, sax alto; Franco D’Andrea, piano;
Aldo Mella, basso, Zeno De Rossi, batteria

Franco D’Andrea è da cinquant’anni protagonista indiscusso del jazz europeo. Ne è testimone un’attività professionale che lo ha visto impegnato, agli inizi, con Gato Barbieri, Giovanni Tommaso e Nunzio Rotondo, negli anni ’70, nella storica jazz-rock band “Perigeo”, e successivamente, con maestri statunitensi e italiani come Phil Woods, Dexter Gordon, Johnny Griffin e Enrico Rava. Dopo averlo apprezzato due anni fa in trio, D’Andrea si presenterà al Torrione, a capo del suo quartetto stabile che lo vede affiancato da tre dei massimi strumentisti italiani.

Lunedì 9 febbraio
Skrunch
Piero Bittolo Bon, sax alto; Beppe Scardino, sax baritono; Francesco Bigoni, sax tenore; Pasquale Mirra, vibrafono; Stefano Senni, basso; Francesco Cusa, batteria

Skrunch è un progetto musicale molto articolato per sestetto acustico che prende forma dalla penna di Francesco Cusa, fondatore dei noti collettivi “Basse Sfere” e “Improvvisatore Involontario”. Il poliedrico batterista catanese (attivo anche nel teatro e nella letteratura – Wu Ming – oltre che nella musica: Paolo Fresu, Cristina Zavalloni, Elliot Sharp e Roy Paci) propone una musica i cui che referenti stilistici principali sono l’estetica di John Zorn e Tim Berne e i capolavori del Miles Davis elettrico e dei Soft Machine.

Venerdì 13 febbraio
Jimmy Green 4et
Jimmy Green, sassofoni; Xavier Davis, piano;
Vicente Archer, basso; Greg Hutchinson, batteria

Considerato unanimemente uno dei migliori giovani tenor sassofonisti della scena jazzistica USA, Jimmy Greene propone una musica intensa e inventiva, ricca di riferimenti alla tradizione più schiettamente nero-americana. Questo tour lo vede alla testa di un quartetto stellare affiancato dal pianista Xavier Davis (Betty Carter, Billy Hart e Nicholas Payton) da Vicente Archer al basso (Robert Glasper, Nicholas Payton e Kenny Garrett) e dal virtuoso batterista Greg Hutchinson (Roy Hargrove, Ray Brown e Joe Henderson).

Sabato 14 febbraio
Chris Cheek 4et
Chris Cheek, sassofoni; Frank Lo Crasto, piano;
Lorenzo Conte, basso; Eliot Zigmund, batteria

Chris Cheek appartiene a pieno titolo a quell’elite di giovani innovatori facenti capo alla scena newyorchese degli anni 90 che ha vissuto assieme ai colleghi e collaboratori Kurt Rosenwinkel e Brad Mehldau e nelle band storiche di Paul Motian e Charlie Haden. Con Cheek. troviamo il giovane pianista americano Frank Lo Crasto, musicista che si sta facendo notare a New York collaborando con tra gli altri Jeremy Pelt, il bassista italiano Lorenzo Conte e il veterano batterista Eliot Zigmund, già colonna delle band di Bill Evans e Michel Petrucciani.

Lunedì 16 febbraio
“Marino Bottoni Memorial Concert”
Diana Torto-John Taylor Duo
Diana Torto, voce; John Taylor, piano

La cantante Diana Torto (talento di punta della vocalità jazz in Italia) e il raffinato e profondo pianista inglese John Taylor (caposcuola indiscusso del jazz nord europeo) amano affrontare atmosfere sospese e meditative che li spingono verso territori arditi, fatti di acrobazie vocali e sorprese armoniche, in cui le due parti giocano a scambiarsi i ruoli. Una voce, quella della Torto, tanto controllata nel colore quanto spericolata nelle sue improvvisazioni, che è il perfetto complemento al pianismo intimista, lirico e profondo di John Taylor.

Il ricavato della serata sarà interamente devoluto al Progetto Scuola e Sviluppo in Marocco dell’Associazione MLAL.

Venerdì 20 febbraio
Miguel Zenon 4et
Miguel Zenon, sax alto; Luis Perdomo, piano;
Hans Glawischnig, basso; Henry Cole, batteria

Miguel Zenon è uno dei migliori e più noti sax contralto della sua generazione. Nato a Porto Rico, e residente da diversi anni negli Stati Uniti, ha realizzato negli ultimi anni una serie di incisioni che hanno ottenuto ampi consensi di critica e di pubblico grazie alla riuscita sintesi tra jazz e musica latino americana. In questo tour Zenon presenta il suo gruppo stabile, completato da una delle più apprezzate ritmiche latin jazz della scena newyorchese.

Sabato 21 febbraio
Daniella Firpo 4et
Daniella Firpo, voce e chitarra; Beppe Fornaroli, chitarra;
Ney Portilho, basso; Marquinho Baboo, percussioni

Creatività, poesia ed emozione sono gli ingredienti del lavoro artistico della cantante e compositrice bahiana Daniella Firpo. Una perfetta miscela di samba, bossa nova e ritmi viscerali delle percussioni afro nordestine. Dopo essersi ritagliata uno spazio di rilievo nel panorama della musica di Salvador, Daniella si è trasferita in Europa imponendosi immediatamente nella scena italo-brasiliana e collaborando con i migliori specialisti del genere.

Lunedì 23 febbraio
Nico Gori European 4et
Nico Gori, clarinetti e sax soprano; Sandro Zerafa, chitarra;
Mauro Gargano, basso; David Georgelet, batteria

Il giovane polistrumentista Nico Gori può già ventare una consistente carriera alle spalle, accanto a jazzisti di grande fama, non ultimo Stefano Bollani con cui è regolarmente impegnato nel quintetto “I Visionari”. Questo suo recente quartetto, che lo vede in compagnia di tre eccellenti strumentisti della scena europea, rappresenta il suo territorio privilegiato nell’ambito della sua ricerca musicale sia a livello compositivo che di esplorazione timbrica.

Venerdì 27 febbraio
Rachel Gould 5et
Rachel Gould, voce; Piero Odorici, sax;
Marcello Tonolo, piano; Paolo Benedettini, basso; Jimmy Weinstein, batteria

Nata negli Stati Uniti, ma impostasi principalmente in Europa, Rachel Gould ha, dagli anni ‘70 ad oggi , inciso e accompagnato straordinari musicisti: dal lungo sodalizio con il grande sassofonista Sal Nistico ai dischi con Chet Baker, Philip Cathrine, Art Farmer e Enrico Pieranunzi. Da alcuni anni frequenta l’Italia dove ha stretto una proficua collaborazione con il pianista e arrangiatore Marcello Tonolo e con il sassofonista bolognese Piero Odorici.

Sabato 28 febbraio
Lunar 4et
Featuring John Tchicai

John Tchicai, sax tenore; Greg Burk, piano;
Marc Abrams, basso; Enzo Carpentieri, batteria

Nello spirito della ricerca e dell’eclettismo il Lunar Quartet, propone una visione del jazz a 360 gradi, percorrendo la storia della musica afro-americana dalle origini ai giorni nostri. La band ha il piacere di ospirare uno dei grandi maestri della “New Thing” degli anni ‘60, John Tchicai, niente meno che il sassofonista e fondatore dei celebri New York Contemporary Five e del New York Art Quartet, nonché collaboratore di John Coltrane e Albert Ayler.

Info
JAZZ CLUB FERRARA
Via Rampari di Belfiore, 167 - Ferrara
Tel: 339.7886261
Web: www.jazzclubferrara.com

Cuong Vu “SCRATCH” per “Ostinati! 2009″, Padova

CENTRO D’ARTE DEGLI STUDENTI DELL’UNIVERSITA’
DI PADOVA

OSTINATI! 2009 dedicato a Carlo De Pirro

CUONG VU ‘SCRATCH’

Cuong Vu - tromba, elettronica
Stomu Takeishi - basso elettrico
Ted Poor - batteria

Si conclude il primo “trittico” della rassegna “Ostinati! 2009”, promossa dal Centro d’Arte dell’Università, con il concerto del trio di Cuong Vu, “Scratch”, in programma al cinema teatro Torresino martedi 3 febbraio (ore 21).

Il trombettista Cuong Vu è nato a Saigon e si è stabilito a Seattle all’età di sei anni. Ha cominciato a suonare la tromba a undici anni e si è perfezionato al New England Conservatory di Boston.
Si è subito distinto come una tra le “voci” strumentali più originali della scena contemporanea, un protagonista degli inediti linguaggi che a New York hanno fatto incontrare il jazz, la musica elettronica, i nuovi ritmi urbani.
Il suo telanto è stato al servizio di leader come Laurie Anderson e David Bowie, Dave Douglas e Myra Melford, fino alla recente militanza nel Pat Metheny Group, con cui Vu ha inciso “The Speaking of Now” e “The Way Up”, e compiuto due tournèe mondiali.
Il trio Scratch è nato diversi anni fa e ha visto fin dalla sua fondazione la presenza di Stomu Takeishi al basso elettrico, mentre alla batteria si sono alternati Jim Black, John Hollenbeck fino all’arrivo di Ted Poor. La formazione è documentata da dischi come “Pure” e “Come Play with Me”. Il gruppo si estende a quartetto in “It’s Mostly Residual” con la presenza speciale di Bill Frisell alla chitarra. La nuova uscita discografica di Cuong Vu è a nome del “Vu-Tet”, in sostanza il trio più i sassofoni di Chris Speed, ed è stata accolta con unanime apprezzamento critico.
Lo stile di Cuong Vu è stato spesso descritto come una evoluzione futuribile del lirismo di Miles Davis e della velocità dei boppers, accompagnata da una immaginazione melodica del tutto originale.
Stomu Takeishi suona il fretless bass a cinque corde. E’ impegnato da molti anni sulla scena newyorkese, dove ha collaborato con Henry Threadgill, Butch Morris, Myra Melford, tra gli altri. Ted Poor, batterista, si è messo in luce per il suo stile del tutto originale. Suona con Ben Monder, David Berkman, il Brooklyn Jazz Underground e Jerseyband.

Info
Martedì 3 febbraio 2009 – ore 21
Cinema Teatro Torresino – Via del Torresino – Padova
Biglietti a 10 euro e 8 euro (ridotti)
Tel: 0498071370
Web: www.centrodarte.it

Masterclass di Christian Meyer presso la Casa del Jazz di Roma

SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC

meyer

Mercoledi 11 febbraio alle ore 16.00 il Saint Louis College of Music organizza una masterclass davvero speciale: Christian Meyer.
Non si tratta di un seminario-esibizione aperto a tutti, ma un vero e proprio workshop della durata di 4 ore, a numero chiuso.
L’eclettico batterista, che vanta numerose ed importanti collaborazioni nazionali ed internazionali (James Taylor, Santana, Enrico Rava, Paolo Fresu, Lucio Dalla, Carmen Consoli… e batterista insostituibile di “Elio e le Storie Tese”), lavorerà intensamente anche singolarmente con tutti i partecipanti, con un approccio diretto allo strumento e alla musica.

L’incontro si terrà alla Casa del Jazz in viale di Porta Ardeatina, 55 (Roma).

BIOGRAFIA

Christian Meyer è ritenuto dalla stampa nazionale uno dei migliori batteristi italiani.
Inizia a studiare batteria all’età di 11 anni con il Maestro Lucchini a Milano. Dopo alcune esperienze di musica DIXIELAND nel 1981 parte per Francoforte dove inizia le prime collaborazioni professionali con musicisti brasiliani e tedeschi.
Al rientro in Italia (nel 1983) si dedica a vari generi musicali ma specialmente al JAZZ collaborando con i migliori musicisti italiani.

COLLABORAZIONI

Bruno De Filippi, S. Fanni, G. Ciffarelli, F. Ambrosetti, M. Bozza C. Bolli Quintet, Claudio Angeleri ARP Quintet, Tino Tracanna Sextet, Cinzia Spata Unit, Attilio Zanchi Quartet, Raimondo Campisi Classic and Jazz Trio, Dino Betti Orchestra, Daniele Di Gregorio, Paolo Damiani G. Trovesi Emotion Orchestra, Antonio Farao, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Paolo Dalla Porta, Orchestra dei pomeriggi musicali di Milano “JAZZ CLASS ORCHESTRA”. Gerry Mulligan, Martial Solal, Jude Swift, chitarrista Metal/Rock Michael Lee Firkins, Maria Pia De Vito, FUTURE DRUMS/NACO e CHRISTIAN, Gianni Basso big band, EUGENIO FINARDI, YAMAHA SHOW BAND, BIBA BAND/(20 pieces orchestra), MINA, Amii Stewards, Grande Orchestra di Canale 5 (diretta da G. Vessicchio), Mauro Negri Jazz Rock Quartet, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Billy Cobham, John Stowell, Tullio de Piscopo, Akira Jimbo(Cassiopea), Ellade Bandini, Sonny Emory (Earth Wind & Fire), Bob Mintzer (interamnia orchestra), Frank Gambale, P. Di Sabatino Band, Dario Faiella quartet.

Con il gruppo “ELIO E LE STORIE TESE”: James Taylor, Giorgia, Ornella Vanoni, Ricchi e Poveri, Renzo Arbore, Lucio Dalla, Ike Willis (F. Zappa), Carmen Consoli, Santana, Neri per caso, Irene Grandi, Gialappa’s band (Mai Dire Gol), Litfiba, Sister Sledge ecc..

Info
Saint Louis College of Music
Tel: 06.4870017
E-mail: info@slmc.it
Web: www.slmc.it

Mostra fotografica “IN JAZZ” di Pino Ninfa a Milano

NINFA

3 FEBBRAIO APERTURA A MILANO MOSTRA FOTOGRAFICA “IN JAZZ”

Il 3 febbraio apre “IN JAZZ” la mostra del noto fotografo PINO NINFA che si terrà presso lo “Spazio la Feltrinelli” della libreria Feltrinelli Libri e Musica di Milano (in Piazza Piemonte, 2). La mostra resterà aperta al pubblico fino a fine febbraio.
La mostra prende il nome dal libro fotografico “IN JAZZ” (pubblicato da Casadei Libri) di cui espone le 20 fotografie. Il libro verrà presentato l’ 11 febbraio alle ore 18.30 presso la Feltrinelli Libri e Musica a Milano (Piazza Piemonte, 2). All’incontro saranno presenti Roberto Mutti, giornalista e critico di fotografia autore della prefazione del libro, Maurizio Franco musicologo e scrittore ed il pianista, compositore e direttore d’orchestra Enrico Intra.

11 FEBBRAIO PRESENTAZIONE DEL LIBRO FOTOGRAFICO “IN JAZZ”

Il libro fotografico “IN JAZZ” ha la caratteristica di essere composto da una “cartella contenitore” (dal formato 35×50 cm) che contiene 20 singole fotografie (dal formato 33×48 cm) separate le une dalle altre da fogli di carta velina. Ogni foto “viaggia in maniera autonoma” e può essere conservata insieme a tutte le altre o estrapolata dalla cartelletta contenitore.

Un viaggio, quello di Pino Ninfa, che ha come compagni i ritmi del cuore. Nascono così le sue fotografie.

Il passato e il presente, lo scorrere del tempo come codice o carattere di una ricerca, nel tentativo di abbracciare con lo sguardo una porzione di palcoscenico, dove a volte, senza spettacolo, al posto degli artisti si esibisce la vita in mille sfumature diverse. Eccoli i protagonisti: ombre che si allungano sugli spartiti o sui palcoscenici, luci e microfoni, segni, spartiti, mani che muovono energie sospese e poi i musicisti con i loro sguardi, i propri strumenti, le proprie ricerche“. PINO NINFA

BIOGRAFIA

Pino Ninfa sviluppa progetti sul territorio nazionale e internazionale legati allo spettacolo e al reportage. L’interesse per la musica e per il sociale (con l’organizzazione Emergency realizza in Cambogia un reportage sull’ospedale di Battambang e sui luoghi ancora minati in quelle zone e con CBM che si occupa dei problemi legati alla vista nel mondo, con loro ha costruito il progetto “I bambini fotografano la propria realtà” e nel 2005 per Amani ha elaborato un progetto sul centro Koinonia e sugli Slum di Kibera e di Korogocho sul recupero dei bambini di strada, diventato il calendario 2006) hanno fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico.

E’ il fotografo ufficiale dell‘Heineken Jammin Festival dal 1998 e, per Heineken Italia, segue i maggiori eventi musicali nel nostro paese, in particolare le edizioni di Umbria Jazz Summer & Winter. E’ stato il fotografo ufficiale di vari festival jazz: Roccella Jonica, Valtellina jazz, Prato jazz festival, Vicenza jazz festival, Padova jazz festival. Nel 1995 è il vincitore del concorso “Le stagioni del Ritratto” organizzato da Kodak e nel 1996 è selezionato per l’ltalia a partecipare al concorso “Kodak award Europe”. E’ scelto da “Canon Italia” come fotografo per la musica jazz in Italia con una mostra nello spazio Arengario a Milano. E’ stato il fotografo ufficiale della filiale italiana del Blue Note (Milano).

E’ presidente dell’ associazione P.I.M. (poesia-immagine-musica) che si occupa della diffusione e organizzazione di mostre e seminari di fotografi musicali. L’associazione Culturale P.I.M. nasce con lo scopo di diffondere la cultura fotografica ed è soprattutto un modo di vivere la fotografia in gruppo. Con i musicisti Paolo Fresu, Stefano Bollani, Enrico Pierannunzi, Danilo Rea, Enrico Intra, Pietro Tomolo e altri ancora da anni porta avanti progetti multimediali con l’incontro tra musica e fotografia.

Info
Ufficio Stampa Pino Ninfa: Parole & Dintorni (rif. Veronica Corno)
Tel: 02.20404727

28Di Vino Jazz Club – Roma

28

28Di Vino Jazz Club: Un adorabile locale su due piani dove stare in compagnia, fare quattro chiacchiere e dalle 22,30 ascoltare dal vivo le performance dei migliori musicisti jazz nazionali e internazionali. Ma non solo. Il simpatico team vi farà degustare prelibati e rari formaggi, ottimi salumi, lasagne, parmigiane e dolci della nonna, il tutto accompagnato da una selezione delle migliori etichette Di Vino e di Cocktail Bar.

PROGRAMMAZIONE FEBBRAIO 2009

GIOVEDI 5 FEBBRAIO
“28DiVino Resident Trio”
Palco aperto a ospiti e amici !
Live trio (1°set) e Jam session (2°set) condotta dal chitarrista Nicola Puglielli

VENERDI 6 FEBBRAIO
Quaratino - Gioia - Poeti Trio
Gianbattista Gioia - tromba
Francesco Poeti - Chitarra
Lillo Quaratino - D.Bass

SABATO 7 FEBBRAIO
ARIODANTE - BARTOCCINI - BATTISTI Trio
Michele Ariodante - Chitarra
Gerardo Bartoccini - D.Bass
Carlo Battisti - Drums

GIOVEDI 12 FEBBRAIO
“28 DiVino Resident Trio”
Palco aperto a ospiti e amici !
Live trio (1°set) e Jam session (2°set) condotta dal chitarrista Nicola Puglielli

VENERDI 13 FEBBRAIO
CANCILA - DE PAULA Duo
Nadia Cancila - voce
Robertinho De Paula - chitarra

SABATO 14 FEBBRAIO
MONEY FOR LOVE
F.F.F San Valentino Project
Francesco Diodati - chitarra
Francesco Bigoni - Sax
Francesco Ponticelli - D.Bass

GIOVEDI 19 FEBBRAIO
“28DiVino Resident Trio”
Palco aperto a ospiti e amici !
Live trio (1°set) e Jam session (2°set) condotta dal chitarrista Nicola Puglielli

VENERDI 20 FEBBRAIO
SNAP QUARTET
Marco Conti - sax
Gianni Di Renzo - batteria,
Steve Cantarano - contrabasso
Andrea Zanchi - piano elet.

SABATO 21 FEBBRAIO
LIVE TRIO

GIOVEDI 26 FEBBRAIO
“28DiVino Resident Trio”
Palco aperto a ospiti e amici!
Live trio (1°set) e Jam session (2°set) condotta dal chitarrista Nicola Puglielli

VENERDI 27 FEBBRAIO
HOT TUNE 4tet
Alberto Popolla - Clarinetti
Andrea Moriconi - Chitarra
Roberto Raciti - Contrabbasso
Claudio Sbrolli - batteria

SABATO 28 FEBBRAIO
Francesco Diodati, Matteo Bortone, Alessandro Paternesi TRIO

Info
28DiVino Jazz
Via Mirandola, 21 - 00182 Roma
(Zona Piazza Ragusa/Staz.Tuscolana)
Cell: 340.8249718
E-mail: 28divino@libero.it
Web: www.myspace.com/28divinojazz

Apertura Aperitivo: ore 19.45
Cena/Cucina: ore 20.00 - 01.00
Inizio Live Music: 22.00 - 22,15 - Entrata Gratis con consumazione richiesta, venerdì e sabato cover suppl. a persona di euro 2.

DAVID MURRAY & AMIRI BARAKA – “Aperitivo in Concerto”

PRIMA ITALIANA

Lunedì 9 febbraio 2009, ore 21.00
DAVID MURRAY & AMIRI BARAKA
THE SISYPHUS REVUE (Bop Opera)

Murray

Amiri Baraka, testi e reading
David Murray, composizione, direzione, sassofono tenore, clarinetto basso
Boots Riley, MC
Aamil Islam, voce recitante
Longineu Parsons, tromba
Mingus Murray, chitarra
Thornton Hudson, Jr., organo
Evelyn Simpson Cureton, pianoforte, soprano
Jamaaladeen Tacuma, basso elettrico
Ranzel Merrit, batteria

The Deep River Gospel Choir
Dir. William F. Hubbard
Shiekel Boggs, Krystal Coates, Robin Felton, Tracie Forte, Angela Gray, Terrell Hunt, Lauren R. Mays, Charles McCullough, Kathy Olatunde, Darci M. Perkins Peterson, Corree Kay Syle, Elgin Joseph Taylor, Sr., Gary E. Vincent

Aperitivo in Concerto si accomiata dal suo pubblico, in attesa della stagione 2009-2010, con uno fra i suoi più importanti appuntamenti, la prima italiana del nuovo lavoro del grande poeta e drammaturgo americano Amiri Baraka (Leroi Jones), musicato dal celebre compositore e sassofonista David Murray: The Sisyphus Revue.
In tale Bop Opera, la storia degli Africani-Americani viene riletta attraverso la nota allegoria greca del re che con la sua sagacia osò sfidare gli dèi e che fu costretto da Zeus a spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l’eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare daccapo la sua scalata. Nel nuovo lavoro di Baraka la vicenda assurge a simbolo della lotta degli Africani-Americani per la conquista dei diritti civili, così come già l’aveva descritta W. E. DuBois. Tale lotta ancestrale, ereditata e passata di generazione in generazione è stata caratterizzata, per l’appunto, da una costante alternanza fra momenti felici e drammatici.

Come commenta lo stesso Baraka: “Dubois affermava che ogni volta che i neri americani riuscivano a trascinare sulla vetta il masso rappresentato dai pari diritti civili, gli dèi crudeli tornavano a sospingerlo verso il basso, in modo che il popolo di Sisifo dovesse rivivere ancora una volta i propri tormenti. E ogni volta il masso si faceva più pesante: la segregazione, la discriminazione, le leggi di Jim Crow (che rafforzavano la vecchia cultura schiavista del Sud degli Stati Uniti), infine il Ku-Klux-Klan.
Ho cercato perciò di isolare le tendenze storiche delle lotte per i diritti civili, individuando sia i momenti positivi che quelli segnati da tragiche sconfitte per il popolo dei neri. Ad esempio, la fine dello schiavismo rappresenta un momento di ascesa, la fondazione del Ku-Klux-Klan o la creazione delle leggi di Jim Crow rappresenta un movimento all’incontrario, di discesa. Ho ideato questo lavoro attraverso la storia degli Africani-Americani negli Stati Uniti, rievocando momenti chiave, protagonisti ed eventi principali di tale storia
“.

Amiri Baraka e David Murray esplorano gli aspetti contemporanei del mito greco, simboleggiandovi la costante lotta della società americana per sviluppare e mantenere uno spazio democratico, per definire –più genericamente- lo scontro fra gli ideali di pochi e la ignavia di molti. Per fare questo hanno convocato alcuni fra i nomi di punta della nuova musica africana-americana, nonché uno fra i più importanti cori gospel oggi in attività negli Stati Uniti e che svolgerà il ruolo che il coro aveva nelle antiche tragedie greche.
Lo spettacolo è stato propositalmente concepito come un momento di raccordo fra opera, poesia, canto corale e improvvisazione jazzistica, forme espressive che hanno caratterizzato l’evoluzione culturale della tradizione musicale africana-americana.
L’intero lavoro viene ritmato dagli interventi di diversi personaggi: il narratore (Amiri Baraka), lo Scheletro (che raffigura la sofferenza e la morte, impersonato da Amil Islam), il banditore (Boots Riley), il popolo rappresentato dal coro gospel. Sullo sfondo, scorrono immagini che anticipano e commentano gli eventi narrati dal testo. La realizzazione di tali video è stata affidata a Bicabia, giovane artista di Oakland, oggi fra i principali esponenti della creazione grafica nella costa occidentale americana.
Le nuova opera è stata articolata, presentata e inscenata la prima volta all’East Side Center di Oakland, in California, nel maggio 2008, dopo una lunga serie di prove aperte condotte durante una residenza artistica di Amiri Baraka e David Murray a Baltimora.

The Deep River Gospel Choir
Nato dalla grande tradizione corale battista della cosiddetta Church of God of Christ, il Deep River Gospel Choir nasce ad Alexandria, Virginia, ed ha già compiuto numerose tournée nazionali ed internazionali. Nel suo repertorio non vi è solo la pratica intensiva e approfondita del gospel e del canto africano-americano, ma anche il repertorio accademico, da Bach ai nostri giorni: tale versatilità ha reso possibile una stretta collaborazione con David Murray nel realizzare musicalmente i complessi e drammatici poemi di Amiri Baraka.

INGRESSI

Concerto 9 febbraio: € 12 + € 1 prevendita
Ridotto giovani € 10 + € 1 prevendita
Prevendita alla cassa del Teatro
CircuitoTicketone – Numero verde 800-914350
(posti fissi e numerati)
Vendita alla cassa del Teatro
(posti fissi e numerati)

Info
Teatro Manzoni
Via Manzoni, 42 - 20121 Milano
Tel: 02.7636901
E-mail: info@teatromanzoni.it
Web: www.teatromanzoni.it/aperitivo
www.aperitivoinconcerto.com

Come raggiungere il teatro:
MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro
Bus 61 – 94 – Tram 1, 2

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