In Jazzit di LUGLIO/AGOSTO 2008 troverete:
160 pagine di news, interviste, servizi, rubriche, recensioni
E Il cd allegato “It’s Time To Make A Change” di Maurizio Quintavalle
Jazzit è in edicola, in libreria, e in tutte le Feltrinelli al prezzo di 5 euro per la sola rivista e 10 euro per la rivista con il cd.

COVER STORY/DAVE DOUGLAS
Trombettista, certo. Ma anche compositore e leader di almeno una dozzina di gruppi. Ma anche sperimentatore dell’elettronica. Ma anche direttore di un’etichetta discografica che opera soprattutto sul web. E didatta. Sono tante le facce di Dave Douglas, di cui è uscito da poco l’ultimo disco, intitolato “Moonshine”. Stuart Nicholson prova a raccontarcele in quest’intervista.
BRIAN BLADE/ LA MUSICA DELLA FRATELLANZA

Come si potrebbe tradurre l’inglese “selflessness”? “Mancanza di egocentrismo”? Beh, comunque lo si traduca, è questa la dote che più colpisce in Brian Blade. Un’umiltà, un’umanità, un’assoluta assenza di pose divistiche, ancor più sorprendente in uno che ha suonato con il gotha del jazz. Anche (ma non solo) per questo, Blade è quello che è: semplicemente, uno dei migliori batteristi contemporanei.
NEIL COWLEY/ LO SPIRITO COLLETTIVO DELLA DANZA

Ve lo immaginate uno che passa dal suonare a un rave party all’incidere un disco con un trio jazz? È quel che è successo al pianista inglese Neil Cowley, che dopo anni di attività nella scena dance ha inciso nel 2006 “Displaced”, salutato da un enorme successo in Gran Bretagna. Stuart Nicholson ci racconta di lui e del suo secondo disco, appena uscito e intitolato “Loud… Louder… Stop!”.
GIOVANNI FALZONE/ UNA TROMBA D’AVANGUARDIA

Giovanni Falzone è un talento naturale. La sua tromba è una sorta di prolungamento della sua creatività, dei suoi pensieri inquieti che, attraverso lo strumento, si materializzano sottoforma di note. È arrivato alla musica quasi per caso, o forse per gioco, ma poi il destino ha messo le carte in chiaro e la sua vita è cambiata. Come ci racconta in questa bella intervista.
CINQUANT’ANNI DI BOSSA NOVA

«Psicologicamente, esteticamente, intellettualmente e personalmente la mia formazione dipende dalla canzone Chega de saudade, dalla bossa nova, da João Gilberto, da Antonio Carlos Jobim e Carlos Lyra. E non credo di essere il solo». Sono parole di Caetano Veloso, che riassumono bene il ruolo-chiave della bossa nova nella cultura (non solo musicale) del Brasile.
GILBERTO GIL/ IL MINISTRO DIGITALE

Di ministri ex-sessantottini se ne sono visti parecchi, ma di personaggi con il suo fascino, il suo prestigio e la sua statura morale ce ne sono davvero pochi. Dal tropicalismo alla banda larga (cardine del suo ultimo disco) ne è passata di acqua sotto i ponti, ma se c’è qualcuno che oggi può fregiarsi con diritto del titolo di “ministro della controcultura”, questi è proprio Gilberto Gil. Con lui abbiamo parlato di musica, società, tecnologia. E (poca) politica.
IVAN LINS/ QUELLA VOLTA CHE MI CHIAMO’ MILES…

Chi può dire cosa sarebbe successo se Ivan Guimarães Lins avesse fatto l’ingegnere chimico invece di scegliere una carriera da musicista. L’unica certezza che abbiamo è che non avremmo mai conosciuto il compositore che ha rinnovato la musica popolare brasiliana. E che ogni giorno dichiara tutto il suo amore (ricambiato con gli interessi) al mondo del jazz.
JIMMY GIUFFRE/ IL QUINTO FRATELLO

Polmonite. Questa la causa della scomparsa di James Peter Giuffre, nato a Dallas (Texas) il 26 aprile del 1921, e scomparso il 24 aprile scorso in un ospedale di Pittsfield (Massachusetts). Il Parkinson lo aveva reso inabile già dal 1994, ma furono del maggio 1995 le sue ultime coraggiose esibizioni italiane. Superbo clarinettista, mirabilmente poliedrico ai sassofoni, infaticabile sperimentatore, spesso tenutosi alla larga dai riflettori, Giuffre considerava la musica una sorta di missione apostolica e più di altri aveva una storia vera da raccontare. Abbiamo provato a tracciarne le fila.
IL JAZZ E LE MUSICHE (IM)POSSIBILI DELLA DODICILUNE

L’amore per la contaminazione, la cura della qualità sonora e una veste grafica dal taglio giovane, sono alcuni degli elementi che caratterizzano i dischi targati Dodicilune: scopriamo, insieme al direttore artistico dell’etichetta leccese Gabriele Rampino, da dove nasce e come si evolve un progetto che trova la propria forza creativa dall’unione di concetti come eleganza e modernità.
NAIMA CLUB/TRA ROCK E JAZZ, UN’ANIMA DIVISA IN DUE

È tra i più longevi club d’Italia, con i suoi venticinque anni appena compiuti di ininterrotta attività. Michele Minisci, fondatore e direttore artistico dello storico locale romagnolo, ci racconta la sua storia, non senza emozioni e ricordi, durante un’amichevole conversazione in un Cafè del centro di Ferrara, in cui paragona la mitica Route 51 statunitense alla Via Emilia che da Piacenza porta a Rimini. Perché il blues nasce sulla strada!
RISING STAR
GIOVANNI GUIDI/EMANUELE MANISCALCO

Il ventitreenne pianista di Foligno Giovanni Guidi ha già all’attivo tre dischi a suo nome, la direzione artistica del festival “Young Jazz” nella sua città, e collaborazioni illustri con Gianluca Petrella, Mauro Negri ed Enrico Rava, che lo ha definito “una di quelle belle sorprese che ogni tanto il jazz ci regala”.

Versatile come batterista, ma anche come pianista e composi¬tore, il giovane bresciano Emanuele Maniscalco si è fatto strada tra i grandi nomi del jazz italiano, spaziando dal jazz alla musica classica e al pop sperimentale. Ha fatto parte di numerosi ensemble prestigiosi, come il New Generation Quartet di Enrico Rava, e manca poco all’uscita del suo primo album da leader.
FOCUS
Andrea Rossi Andrea
Paolo Recchia
RUBRICHE
LONDON CALLING
ICI LA FRANCE
BOOKLET/ Maurizio Quintavalle
RECENSIONI CD
a cura di Vincenzo Martorella, Sergio Pasquandrea, Flavio Massarutto, Gianpaolo Chiriacò, Marco Delle Fave, Valentino Casali, Roberto De Virtis, Sergio Albertoni
34° GIRO / i dischi suonati da Vincenzo Martorella
SCHEDE DIDATTICHE DA SIENA JAZZ_ a cura di Tomaso Lama