“Suoni dal Mediterraneo”, Festival di musica etnica
Sette anni di storia, di emozioni, di coinvolgimento popolare e di crescita culturale, realizzata attraverso il linguaggio musicale dei popoli del Mediterraneo.Questo è il patrimonio di “Suoni dal Mediterraneo”, il popolare festival di musica etnica che dal 1998 si è svolto ad Andria. Quando un evento culturale, pur mantenendo il suo carattere specialistico e senza mai farsi tentare dal grande nome (il budget non lo permetterebbe), supera le 6.000 presenze in tre giorni; quando il luogo non è situato ai margini di una affollata litoranea, ma in uno scorcio del Centro Antico; quando il richiamo è così forte che migliaia di giovani appassionati provenienti da tutto il Meridione si “danno appuntamento” in Largo Giannotti per incontrarsi e ballare, a piedi nudi, travolti dai ritmi ancestrali prodotti da strumenti fatti a mano che appartengono alla tradizione di una terra, di un popolo che attraverso la musica esprime la propria identità; allora l’evento diventa esperienza collettiva, l’emozione diventa Memoria, lo Spettacolo diventa Rito.
L’Evento giunge quest’anno alla ottava edizione confortato dal lusinghiero apprezzamento dei principali media televisivi (RAI), giornalistici (Repubblica, Libero) e delle massime Istituzioni culturali nazionali ed internazionali (Ministero dei beni e delle attività culturali, Commissione Nazionale UNESCO).
Il Festival organizzato dal Centro Studi “Il Giardino dei Suoni”, sotto la direzione artistica di Ruggiero Inchingolo (etnomusicologo) e Alessandro Buongiorno (curatore della parte organizzativa) con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Andria, giunge quest’anno all’ottava edizione e si svolgerà il giorno 8 settembre presso il Castel del Monte, mentre il 9 e 10, come di consueto, nel suggestivo centro storico di Andria.
Il programma della manifestazione è stato presentato mercoledì 30 agosto durante la conferenza stampa, tenutasi presso la Sala Giunta del Comune di Andria.
L’edizione del 2006 continuerà a perseguire uno degli obiettivi specifici più importanti del Festival, quello del dialogo interculturale tra minoranze o gruppi etnici diversi, che si confrontano pacificamente ed interagiscono attraverso il linguaggio universale e unificante della musica. A tal proposito il programma di quest’anno prevede un’importante novità.
Oltre allo svolgimento dei concerti e dei seminari nel centro storico di Andria (a Largo Giannotti e a Palazzo Ducale) con l’intervento di formazioni artistiche di prestigio internazionale provenienti dall’Africa nera, dall’Australia, dall’India e dall’Italia meridionale, il Festival sarà inaugurato da un’ “arpa eolia“, il cui suono nasce con il vento, montata sull’estremità di una grossa scultura in legno a forma ottagonale, posta di fronte all’incantevole cornice di Castel del Monte.
Questa scultura artistica sonora sarà l’emblema di una straordinaria rappresentazione scenica, in prima assoluta, denominata “Venti di Pace” (per sculture sonore “arpe eolie”, voce narrante, strumenti musicali e voci della tradizione orale di altri continenti), che l’autore, il Direttore Artistico del Festival, ha voluto dedicare al “Monumento messaggero di pace e patrimonio dell’umanità”, così proclamato dall’Unesco.
L’artista Luigi Berardi, il progettista della originale scultura sonora, accordata sul paesaggio sonoro dell’antico maniero e costruita in esclusiva per “Suoni dal Mediterraneo” (reduce da una installazione di 100 arpe eolie sulla grande muraglia cinese), si esibirà anche su una delle torri del Castel del Monte, con una delle sue arpe eolie (vedi foto in alto). Questo è solo l’anticipo di ciò che avverrà prima e nei giorni successivi alla rappresentazione, di cui usciranno in seguito maggiori ragguagli.
Il tema conduttore dell’edizione 2006 si intitola “La voce del vento” e la maggior parte degli spettacoli, seminari e concerti lezione (per meglio connotare la valenza culturale del Festival) ruoteranno intorno al rapporto tra il suono e il vento.
L’evento in questi anni (7 per esattezza) non solo ha proposto e divulgato la conoscenza delle culture musicali dei popoli del mediterraneo, ma ha anche dato la concreta possibilità di valorizzare il centro storico andriese, sempre più affollato durante i concerti, le lezioni e i seminari.
In questi anni l’accurata attività di ricerca e selezione delle proposte artistiche coerenti con il tema conduttore, ha determinato il successo del Festival al punto da essere annoverato tra i principali eventi realizzati in Italia nel suo genere, contribuendo a far diventare la città di Andria, un punto di riferimento culturale per migliaia di giovani, appassionati e cultori provenienti da molte parti della Puglia e da altre regioni d’Italia.











